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Gioco Piemonte: si diffonde l’illegalità, noi lo avevamo detto.

20/03/2019

Gioco Piemonte: “I limiti e le restrizioni introdotte al sistema del gioco legale dalla Regione Piemonte nel contrasto alle ludopatie e all’azzardo non potevano che generare un risultato nefasto con ricadute negative sull’intero settore”.

Lo dichiara il presidente Sapar, Domenico Distante in riferimento agli esiti dell’operazione condotta dalle Fiamme Gialle, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, che ha portato all’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare e allo smantellamento di una organizzazione criminale che operava attraverso una rete di apparecchiature illegali collegate a server stranieri.

“Nel 2017 - ricorda Distante - nel corso di un’audizione in Regione Piemonte - avevo sollevato perplessità sulla legge preannunciando che i limiti e le restrizioni al gioco legale avrebbero provocato il progressivo trasferimento del settore nelle mani della criminalità organizzata. In quell’occasione nel corso di una manifestazione pubblica avevo anche detto che i posti di lavoro delle persone che protestavano per tutelare la propria occupazione sarebbero stati soppiantati da operatori senza scrupoli e dalla criminalità organizzata che installava macchine illegali”.

“A quanto pare non solo avevamo ragioni fondate per sostenere come quella legge avrebbe ottenuto un effetto contrario ma l’ultima operazione condotta dalla guardia di finanza che ringraziamo ha fatto piena luce sull’industria parallela del gioco con la quale ogni giorno dobbiamo misurarci”. “Tali sistemi, - aggiunge Distante - operanti al di fuori dei circuiti ufficiali controllati dai Monopoli, non hanno nulla a che fare con le apparecchiature da intrattenimento.

“Si tratta - prosegue il presidente Sapar - di apparecchi illegali (i cosiddetti “totem”) che come Associazione abbiamo sempre denunciato non solo alle autorità ma anche in Commissione Bilancio della Camera”. “Auspichiamo – concludeDistante - che la Regione Piemonte, sulla base dei recenti studi scientifici che evidenziano la inutilità di misure restrittive come il distanziometro possa rivedere la legge e che torni sui propri passi rispetto a provvedimenti restrittivi il cui unico effetto è stato la perdita di posti di lavoro, la chiusura di piccole e medie imprese mentre la criminalità ha continuato a proliferare”.

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