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L’economia del gioco legale

09/04/2019


Il comparto del gioco legale rappresenta un’industria nazionale di notevole valenza economica nel sistema produttivo italiano.
È una fonte importante di reddito e occupazione, infatti fornisce lavoro a circa 150mila persone in oltre 11 mila imprese. Contribuisce a più dell’1% del PIL nazionale e nel 2018 ha portato nelle casse erariali circa 9.9 miliardi di euro di tasse. L’apparato legale del gioco legale garantisce un’accesso trasparente al gioco in quanto la normativa prevede un payout minimo che rappresenta la percentuale di vincita sul totale delle puntate. Ciò permette ai giocatori di fruire del gioco legale in modo consapevole ed informato e li tutela garantendo livelli elevati di sicurezza, infatti tutte le interazioni economiche tra gestore e cliente vengono registrate. Assicura inoltre l’impermeabilità del sistema nei confronti delle fasce più esposte della popolazione, impedisce l’accesso ai minori ed interviene su coloro che sviluppano un approccio patologico al gioco.
Le azioni politiche del governo, come l’introduzione di norme restrittive (distanziomentro e limiti fasce orarie) e l’innalzamento del prelievo fiscale per gli operatori del gioco legale, presentate come un impegno morale e sociale nella lotta al ludopatia, in realtà nascondono un mero calcolo demagogico. Ciò si aggiunge all’immobilismo e all’indifferenza perpetrati dal governo come non-risposta alle continue richieste del comparto del gioco legale per una normativa univoca che garantisca un quadro regolatorio stabile e chiaro. In questo modo si ottiene un effetto espulsivo del gioco legale a favore del sommerso, appannaggio della criminalità organizzata, e del gioco online. Sono state evidenziato a più riprese le criticità proprie del gioco d’azzardo illegale e di quello online. Se il primo espone il giocatore a considerevoli rischi privandolo di qualsiasi tutela e arreca un danno alla comunità in termini di mancati introiti per le casse pubbliche, il secondo non impedisce l’accesso al gioco alle fasce più esposte a cause della complessa identificazione dell’utente.
Il governo pentastellato non tiene conto degli indicatori economici negativi del nostro paese ritenendoli, invece, parte integrante di un’offensiva discriminatoria dell’establishment finanziario, in linea con le teorie complottistiche tanto care ai rappresentanti cinquestelle. La priorità della loro azione politica è quella di garantirsi la poltrona per i prossimi appuntamenti elettorali, adottando politiche di stampo populistico, come il reddito di cittadinanza, che attirano facili consensi ma non migliorano la situazione economica nazionale e sottraggono peraltro fondi preziosi a quelle iniziative politiche ed economiche di cui il paese necessita. I partiti al governo non sembrano interessati ad attuare politiche concrete e funzionali alla crescita economica, volte a riconfigurare il sistema industriale italiano investendo in quei settori che traineranno la crescita del futuro. Ad aggravare il quadro economico negativo contribuisce la volontà da parte dell’attuale governo di smantellare l’intera filiera del gioco di stato che rappresenta la terza industria del paese. Ennesima dimostrazione di una condotta politica che antepone i propri interessi propagandistici alla salvaguardia del tessuto produttivo e della libera impresa e alla tutela dei diritti di migliaia di lavoratori. Un harakiri economico e sociale in piena regola.

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