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La luce in fondo al tunnel dei 500 milioni

01/09/2020

Il consiglio di Stato rimanda alla Corte di Giustizia Europea la questione del prelievo Retroattivo del 2015.

Ci fa piacere che il Consiglio di stato abbia rimesso alla Corte di Giustizia la questione della compatibilità col diritto dell'Unione della quota richiesta a tutta la filiera sulla base delle Leggi 190/2014 e 208/2015 fondando il ragionamento sulla retroattivita' del prelievo e sulla considerazione che il prelievo stesso non è detto che risponda a principi di interesse generale essendo applicato solo al settore degli apparecchi di cui all'art.110 comma 6 del T.U.L.P.S.
Come Sapar e diverse aziende di gestione abbiamo in corso anche una causa civile intentata sulla questione.

Domenico DistantePresidente Sapar

Oltre a questo il Consiglio di Stato ha motivato il provvedimento con il fatto che il prelievo in questione va ad incidere su rapporti concessori già in essere e dunque potrebbe ledere il principio del legittimo affidamento.

“Ovviamente la parola fine sulla debenza delle somme in questione non è scritta perché la Corte di Giustizia dovrà esprimersi sulle questioni di cui sopra, ma il fatto stesso che alla Consiglio di Stato a qualcuno sia venuto il dubbio sulla leggittimità del prelievo ci fa ben sperare.”

Il provvedimento del Consiglio di Stato può essere favorevole per i gestori sia in sede di opposizione ai decreti ingiuntivi che in sede penale per difendersi nei procedimenti aperti per peculato.

Fonte Jamma

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