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Il forfait non è una chimera

02/08/2005

visto che AAMS si è basata su questo sistema per determinare il prezzo minimo delle sigarette. Lo rivela una nota Ansa pubblicata in data odierna, dove viene spiegato che detto prezzo viene determinato in una percentuale del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio di tutte le sigarette, per cui il valore assoluto del prezzo minimo non potrà essere superiore al prezzo registrato dalla sigaretta più venduta.

La stessa nota illustra anche come si è arrivati a calcolare la quota di 3 euro per il pacchetto da 20, ma a noi interessa poco. Ciò che conta, è osservare come i Monopoli siano ricorsi ad un calcolo forfetario per stabilire tale prezzo minimo, ritenendo in tal modo – a nostro avviso giustamente – di poter preordinare, con una certa attendibilità, l’introito erariale. Seguendo questo percorso, si potrebbero avere altrettante certezze anche dagli incassi derivanti dalle macchine da intrattenimento, che per altro sono soggetti ad oscillazioni molto più ampie di quelle che caratterizzano il mercato del fumo. Un concetto, quello della tassazione forfait, che la Presidenza Sapar sta già portando avanti con forza presso tutte le sedi istituzionali, per farlo introdurre nella prossima Legge Finanziaria, anche con l’obiettivo di sgravare i concessionari di rete da qualsiasi onere amministrativo e di ridare al gestore quella centralità nelle operazioni di raccolta del gioco che purtroppo ha perduto nel momento in cui è stato introdotto il regime concessorio

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