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Il commento del Presidente Musicco sulla 33°Enada

17/10/2005

Il bilancio che posso personalmente trarre di questa 33° edizione dell’Enada è sicuramente positivo. La partecipazione delle aziende è stata, come al solito, rilevante tanto sul piano dei numeri quanto su quello della qualità; qualità di immagine e dei prodotti e dei servizi offerti.

Per questo, dobbiamo dire grazie anche all’Ente Fiera di Rimini, al Presidente Lorenzo Cagnoni e a tutto il suo staff, che ha saputo coinvolgere tante nuove realtà, rappresentando fedelmente le nuove tendenze del mercato, ora più che mai orientato verso la globalizzazione.

Pur senza discostarsi dall’obiettivo primario di tutelare l’attività degli operatori tradizionali, la Sapar e l’Enada non potevano certo chiudere gli occhi di fronte ad una realtà che è ormai pienamente affermata, ovvero che tra il settore dell’Automatico da intrattenimento e gli altri comparti del mondo del Gioco si stanno creando sinergie sempre più strette, che non rispondono solamente ad una logica commerciale, ma anche all’esigenza comune – di istituzioni, aziende ed associazioni di categoria – di tutelare l’ordine pubblico ed il giocatore.

L’ulteriore conferma della volontà della Sapar di aprirsi e di collaborare con le altre forze in causa è stata data dai due convegni che abbiamo indetto nell’ambito della manifestazione.

Il primo, di carattere internazionale, ha visto in scena alcuni dei maggiori esperti mondiali, con il Presidente Euromat Eduardo Antoja in testa. Era la prima volta che organizzavamo un evento del genere e se lo abbiamo fatto è stato proprio comprendendo il fatto che l’Automatico italiano deve seguire con maggiore attenzione quanto avviene nell’ambito della Comunità Europea e sfruttare per quanto possibile le opportunità offerte dall’essere parte della Comunità medesima.

In tale prospettiva, riavvicinarsi all’Euromat è un passo fondamentale: lo avevamo scritto nel nostro programma e lo stiamo confermando.

Anche nel convegno che aveva per tema il ruolo e l’identità del gestore – la cui organizzazione è stata sapientemente curata dal Consigliere Maurizio Brodo, a cui colgo l’occasione di rivolgere i miei più sentiti ringraziamenti – questa nostra volontà di “apertura” verso il mondo che ci circonda è stata pienamente concretizzata.

Abbiamo avuto come relatori rappresentanti di AAMS, dei concessionari, dell’industria di produzione, di esperti di assoluta rilevanza nazionale ed internazionale.

Una risposta chiara ed inequivocabile a chi ci accusa di volerci chiudere in noi stessi, di difendere concetti anacronistici, di voler andare sempre controcorrente.

Chiaro che non rinunceremo mai al nostro ruolo di Sindacato, di parte sociale che ritiene di avere il pieno diritto di confrontarsi con le istituzioni. D’altra parte, mi auguro che d’ora in poi nessuno voglia più speculare su fatti e situazioni, anche del recente passato, che, nostro malgrado, hanno dato della Sapar un’immagine del tutto distorta.

Noi non vogliamo tornare al passato. Noi non vogliamo difendere l’illegalità o creare confusione. Noi vogliamo solamente il bene comune, arrivare ad una “normalizzazione” del mercato in cui ogni entità coinvolta sia rispettata nella propria specificità e sia chiamata a svolgere un ruolo ben preciso.

Di questo, ne è certamente persuaso il Presidente della VI Commissione Sen.Riccardo Pedrizzi, che officiando il taglio del nastro della 33° Enada ha dato un segnale forte dell’interesse e della stima che nutre nei confronti del nostro settore.

Di questo ne sono altresì persuasi i tanti concessionari di rete che hanno esposto all’Enada, molti dei quali hanno ormai ben capito che non c’è, da parte nostra, alcuna volontà di fare guerra, ma al contrario il desiderio di collaborare reciprocamente.

Fin qui, tutti gli aspetti positivi di un’Enada che, nonostante tutto, ha saputo essere all’altezza delle aspettative. Quando affermo “nonostante tutto”, mi riferisco chiaramente a tutti gli eventi che hanno preceduto la quattro giorni romana ed in primo luogo il ProGame Show di Bologna.

Confesso che mi ha fatto male non vedere in Fiera espositori che hanno fatto la storia della nostra Enada e dell’intero settore, quantunque in molti casi le assenze sono state motivate da ragioni non politiche, ma strettamente commerciali.

Però, come molti operatori mi hanno detto incontrandomi nello stand della Sapar e tra i padiglioni
della fiera, è vivo l’auspicio che si arrivi presto alla riunificazione, ovvero ad un’Enada che sappia esprimere, come sempre ha fatto, il volto più completo e attendibile della filiera dell’Automatico.

Questo però non significa annullare le aspettative e soffocare le esigenze delle altre realtà associative. Anzi, vuol dire esattamente il contrario.

Aver ospitato, durante l’Enada, un convegno dell’Agesa, aver offerto a tante Associazioni uno spazio espositivo, testimonia la veridicità di queste mie affermazioni, il desiderio della Sapar di intraprendere un cammino comune.

Un cammino che, naturalmente, vorrebbe coinvolgere anche gli organi di informazione specializzati, il cui potere di influenza è di rilevanza assoluta.

Concludo con un caloroso abbraccio a tutti gli operatori che continuano a darci fiducia e a tutti quelli che vedono nella Sapar un punto di riferimento importante.

Noi non abbiamo la presunzione di ritenerci sempre i “primi” o i “migliori”, ma solo la certezza di essere in piena buona fede e di lavorare per il bene di tutti.

Lorenzo Musicco

 

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