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Lettera aperta del presidente dell’Associazione Nazionale Sapar Raffaele Curcio.

By 26/10/2015Marzo 15th, 2019No Comments

 In Italia, ancora una volta, l’ipocrisia prende il sopravvento sulla realtà: in un paese con innumerevoli problemi, come la crisi economica,  gli scandali, la corruzione, gli amministratori corrotti o incapaci, le logiche politiche a favore delle grandi lobby, per l’ennesima volta il capro espiatorio della crisi dell’Italia è  diventato il gioco.  Ma attenzione, non parlo del gioco in generale, che comprende  Gratta e Vinci, Lotterie, Scommesse, gioco on line su tablet, computer e telefoni, bombardamenti mediatici di pubblicità sui giochi, gioco irregolare e gioco illegale, che ormai impazza nei locali pubblici in maniera fisica e virtuale.

Quello che lo Stato ha deciso di colpire, invece,  è  solamente il settore degli apparecchi da intrattenimento, che, quasi per beffa , è stato autorizzato e incentivato nel tempo dallo stesso governo italiano: a fronte di questo, migliaia di aziende hanno investito e creato posti di lavoro da cui dipendono decine e decine di migliaia di famiglie, imprenditori e operatori che sul territorio, rispettando le regole fissate dalle Istituzioni, hanno cercato, e qui sta il paradosso, di tutelare i minori e i giocatori più di quanto abbia fatto lo Stato stesso.
 
Posso desumere, quindi, che  la nostra classe politica accetti di buon grado che minori e giocatori problematici possano utilizzare indisturbatamente, vista la totale assenza di controlli in merito,  strumenti  dotati di connessione internet, mentre si accanisce in maniera sconsiderata contro apparecchi da gioco sottoposti a continui ed innumerevoli controlli.
 La questione che rende il nostro Stato colpevole di un atteggiamento scriteriato e sconsiderato, deriva dal fatto che al contrario di quanto avviene in altre parti del mondo, dove viene attuata  una politica di informazione, educazione  e prevenzione nelle scuole ma soprattutto nelle famiglie, paesi dove vige il divieto di pubblicità ma soprattutto dove vengono emanate norme organiche, chiare e a tutela del giocatore, nel nostro paese manca totalmente questo tipo di cultura volta a salvaguardare il giocatore dalle insidie dell’offerta di gioco illegale e dell’online.
 
L’unico interesse dei nostri governanti è quello di rastrellare in maniera irragionevole entrate erariali, accanendosi solamente contro un’unica forma di gioco.
Oggi, poi, anche attraverso una informazione deviata, parziale e strumentale si distrugge il tessuto di imprese che sul territorio riversano le loro risorse con un unico scopo: concentrare il controllo di tutto il gioco sulle grandi lobby, alcune delle quali con  sedi fiscali all’estero.
 
Per questo sento il dovere morale di fare un appello ai politici illuminati: o si vietano tutte le offerte di gioco, con le conseguenti problematiche derivanti dal proibizionismo, o lo si regolamenta in maniera organica ed imparziale, tutelando in primis minori e giocatori e poi il gettito erariale, che ben può essere investito anche per fare informazione, prevenzione e educazione.
Ma è soprattutto necessario garantire tutte le componenti della filiera, che ben si sappia non si ferma al Concessionario/Lobby, ma a tutte quelle aziende e locali pubblici sparsi sul territorio e che al territorio ridistribuiscono parte dei loro ricavi tutelando l’occupazione.
 
Cordiali saluti
Raffaele Curcio
Presidente Associazione Nazionale Sapar
(Sezione Pubbliche Attrazioni Ricreative)
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