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CONVEGNO: GIOCO LEGALE: PARLIAMONE A CARTE SCOPERTE

By 27/11/2015Marzo 15th, 2019No Comments

Comunicato stampa

Brescia, 27 novembre 2015

 

 

GIOCO LEGALE: PARLIAMONE A CARTE SCOPERTE

 

Venerdì 27 novembre alle ore 10.00 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia si è svolto il convegno dal titolo “Gioco legale: parliamone a carte scoperte” organizzato da Farogames e Jolly Videogiochi con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Sapar.

 

L’evento è stato fortemente voluto da società che si occupano di gioco legale con il preciso intento di portare chiarezza e trasparenza ad un settore spesso associato a luoghi comuni e informazioni superficiali. Per raggiungere tale obiettivo sono state chiamate al tavolo dei relatori figure professionali di indiscusso calibro che hanno affrontato una così sensibile tematica con tatto, serietà e limpidezza, toccando i molteplici punti di vista che la compongono.

 

Il giornalista, conduttore televisivo e vicedirettore de “Il Giornale” dott. Nicola Porro ha aperto i lavori del workshop e sapientemente condotto il programma dell’evento in qualità di moderatore, facendo emergere le complessità di un tema dalle forti implicazioni sociali, politiche ed economiche. 

 

Giulio Gallera, Assessore di Regione Lombardia al reddito di autonomia e inclusione sociale, già Vice Presidente ANCI Lombardia, ha illustrato le diverse iniziative poste in atto dalla Regione in tema di ludopatia, "una dipendenza da considerarsi alla stregua di alcool o droga e come tale necessita di aiuto mediante livelli di assistenza a diversi gradi di estensione" dichiara l’Assessore. Fra le varie proposte regionali anche direttive sulla collocazione dei macchinari e sulla formazione dei gestori. "Non si può negare che l’indotto sia rilevante – precisa Gallera – e che il settore sia fonte di reddito che non può essere sradicata in un periodo economico come quello attuale". Prendere consapevolezza del problema senza demonizzare il gioco legale si può, circoscrivendolo a luoghi a ciò deputati. Il dramma sociale può essere contrastato attraverso la valorizzazione della legalità e una maggiore normativa in tema di comunicazione e pubblicità. 

 

Giuseppe Corasaniti, professore di diritto tributario all’Università degli Studi di Brescia, ha posto l’accento sugli aspetti fiscali del settore che soffre di un’incertezza normativa che ne rende alquanto difficoltosa la corretta gestione imprenditoriale. Si pensi semplicemente al fatto che all’interno dello stesso ambito non c’è omogeneità della base imponibile, il prelievo fiscale è molto elevato, non si trova dunque un minimo comune denominatore a livello tributario. Cosa si può fare? Il Professor Corasaniti sottolinea vari aspetti meritevoli di attenzione (alcuni dei quali già proposti anche dalla nuova legge di stabilità): individuare uniformità di imposizione; intercettare tutte le movimentazioni estere da e verso siti di gioco online; affidare alle banche il ruolo di intermediario fiscale attraverso l’imposizione di una ritenuta automatica del 25%; collaborare fattivamente per lo scambio di dati e informazioni tra Paesi.

 

Raffaele Curcio, Presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, organizzazione che raggruppa le imprese del settore, ha espresso tutto il desiderio e l’impegno dei proprietari e gestori di sale da gioco di mettere un freno alla diffusione di informazioni tendenziose che di fronte a un problema serio come la ludopatia cercano come unico capro espiatorio le sale slot. Il segmento genera un indotto rilevante per il territorio in termini di addetti diretti (200mila persone) e indiretti (500mila persone). Nel 2014 il settore del gioco legale assume un valore di quasi 86 miliardi di euro, di cui l’80% torna ai giocatori, 8 miliardi sono introitati dallo Stato e il residuo nutre la filiera. Di questi valori l’ambito slot vale 25 miliardi di euro, di cui il 75% torna al giocatore, 3,3 miliardi allo Stato e i restanti 3 miliardi alla filiera. "È chiaro – sottolinea Curcio – che la questione non interessa solo l’ambito delle slot, bensì tutto il gioco legale e pertanto per migliorare la situazione è necessario non inficiare la redditività della filiera, ma affrontare la revisione del sistema di tassazione e contrastare fortemente l’illegalità". 

 

Paolo Crepet, noto psichiatra e sociologo italiano, ha sottolineato come la ludopatia rientri in uno scenario di dipendenze più ampio e complesso, di cui le slot sono, inoltre, una piccola parte del problema. "Non esistono dipendenti solo da gioco" dichiara Crepet "sono quasi tutte persone multiproblematiche e pluridipendenti a base ossessiva-compulsiva, poiché questo è il fattore favorente delle dipendenze in generale. La ludopatia non nasce da sé, ma è una dipendenza derivata da altre problematiche latenti o manifeste." Oggi poco più di 12.000 giocatori (di qualunque gioco) si rivolgono ai servizi di assistenza e di cura della ludopatia, un gruppo eterogeneo nel quale il giocatore di slot ha caratteristiche specifiche. Pertanto anche la corretta assistenza deve tenere in considerazione particolari aspetti della personalità e del rispetto della privacy del giocatore (per es. l’imprenditore 40-45enne difficilmente si recherà in una comunità terapeutica con il rischio di essere riconosciuto). La ludopatia non è un’emergenza in Italia, non è la prima dipendenza nel nostro Paese, non riguarda i ragazzini: questi ultimi infatti qualora sviluppino ludopatia, lo fanno attraverso il gioco online dallo smartphone (questo è un problema dei genitori in quanto finanziano il dispositivo, non dello Stato). Ci sono molte cose da fare, prosegue Crepet, ma fra queste l’ultima è gridare "al lupo al lupo". Si pensi piuttosto ad una maggiore razionalità, concretezza e oculatezza nell’allocazione delle risorse dello Stato per affrontare il fenomeno con la massima concertazione delle parti. 

 

 

È chiaro dunque che ciò che emerge dagli interventi al convegno è un quadro frastagliato, a tratti nebuloso, in cui demonizzazione ad un singolo segmento di mercato e azioni al limite del proibizionismo non hanno condotto a soluzioni positive né dal punto di vista sociale né da quello dell’indotto economico. Il fenomeno della ludopatia non deve assolutamente essere sottovalutato, bensì monitorato attraverso sistemi e progetti sanitari sul territorio, ma al contempo affiancato da rigidi controlli delle forze dell’ordine per far emergere tutto il mondo sommerso del gioco illegale, dalle implicazioni ancor più distruttive per l’uomo e la società. 

A sostenerlo sono gli organizzatori: 

 

Jolly Videogiochi Srl, azienda di Flero, specializzata nella gestione per bar e sale di slot machine, giochi tattili, videogiochi, flipper, calcetti, biliardi il cui Presidente Alberto Romano dichiara: "Se c’è un problema di eccesso di gioco, questo non significa per forza eccesso di slot. Siamo al fianco delle istituzioni per la prevenzione e la cura dei pazienti affetti da ludopatia, ma la patologia non può diventare occasione per discriminare i gestori di slot e favorire altri comparti del gioco.";

Faro Games Srl di Salò, capitanata da Roberto Marai, uno degli imprenditori bresciani leader nel panorama italiano dell’intrattenimento con interessi che spaziano dalla distribuzione di apparecchi automatici da intrattenimento, al noleggio, alla produzione di slot machine, fino alla gestione di centri di intrattenimento familiare e sale slot. Marai stesso sottolinea che "Il settore necessita di risposte concrete e di rispetto per gli investimenti effettuati in nome della legalità, dell’innovazione e della formazione. Le risorse umane impiegate e le loro famiglie hanno bisogno di tutela e di garanzie per il futuro".

 

 

I RELATORI 

 

 

  • Nicola Porro (moderatore)

Nicola Porro è vicedirettore de il Giornale e si occupa in particolare di economia e finanza. In passato ha lavorato per Il Foglio e ha condotto il programma radiofonico "Prima Pagina" su Rai Radio Tre. Attualmente, oltre a scrivere per il Giornale, gestisce il blog "Zuppa di Porro" su ilGiornale.it e, su RaiDue, conduce il programma d’approfondimento "Virus, il contagio delle idee", il venerdì in prima serata.

 

 

  • Paolo Crepet

Paolo Crepet (Torino, 17 settembre 1951) è uno psichiatra, scrittore e sociologo italiano, ospite frequente di varie trasmissioni televisive. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova nel 1976, in Sociologia presso l’Università di Urbino nel 1980, nel 1985 ottiene la specializzazione in Psichiatria presso la clinica psichiatrica dell’Università di Padova. 

 

 

  • Giuseppe Corasaniti

Nato a Taranto il 10 gennaio 1969, dal 2010 è Professore Associato di Diritto tributario presso l’Università degli Studi di Brescia. Partecipa a comitati di redazione di riviste quali Diritto e Pratica Tributaria e Diritto e Pratica Tributaria Internazionale; Strumenti finanziari e fiscalità. È Direttore scientifico del Centro di Ricerche Economiche e Tributarie (AccounTax Lab). 

 

 

  • Raffaele Curcio

Raffaele Curcio è presidente dell’Associazione Nazionale Sapar dal dicembre 2009. È stato confermato alla presidenza dell’Associazione a maggio del 2015. Iscritto alla Sapar dal 1990 nella circoscrizione della Toscana, ha ricoperto i ruoli di delegato, revisore dei conti e consigliere. Gestore presso l’azienda di famiglia Nolomatic di Livorno.

 

 

  • Giulio Gallera

Nato a Milano nel 1969, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in diritto privato, vive a Milano dove ha fondato uno studio legale che si occupa prevalentemente di diritto societario e commerciale. Ha ricoperto diversi ruoli nell’ambito di enti pubblici e attualmente è Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione sociale di Regione Lombardia

 
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