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Manovra, Distante (presidente Sapar):Aumento Preu per apparecchi e riduzione delle percentuali minime di pay out insostenibile per aziende di gestione. Il Ministro Tria deve dimettersi, assurdo che legiferi su un settore che ancora non conosce

By 20/12/2018Marzo 15th, 2019No Comments

 

“Il settore degli apparecchi da intrattenimento ha tentato in tutti i modi di far comprendere a tutte le istituzioni che un’ulteriore aumento della tassazione avrebbe definitivamente messo in ginocchio un intero comparto industriale. Nonostante i tentativi costanti di dialogo il governo ha deciso ancora una volta di colpire il settore dei giochi per trovare ulteriori risorse e mettere a tacere i vertici europei. Ma ora dovranno rispondere a tutte le aziende di gestione e agli occupati del settore che nel breve periodo si ritroveranno senza lavoro, vedendo minare la libertà di lavoro e di libera impresa. Questa è una situazione insostenibile e anticostituzionale”.

 

Così Domenico Distante, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, commentando la notizia delle modifiche al testo della manovra di Bilancio contenute nel maxiemendamento, che prevedono un’ulteriore  aumento del Preu per le slot e vlt ( oltre a quello già previsto dal decreto dignità)  pari a 1,25 %.

Prosegue il presidente Sapar: “Con questo prelievo forzoso al settore giochi, evidentemente ancora sconosciuto al Ministro del Mef Giovanni Tria, visto che in un’intervista a “Porta a Porta” ha dichiarato di non sapere quali siano effettivamente gli apparecchi per il gioco lecito (è rimasto ancora alla denominazione videopoker e macchinette,  e questo già di per se implicherebbe le dimissioni del ministro)  si stanno obbligando nuovamente i gestori a sostenere per l’ennesima volta non solo un aumento di oneri che inciderà, con le attuali norme, nella misura di oltre il 75% delle somme introitate per le AWP,  ma anche un costo dell’aggiornamento degli apparecchi.

 

La situazione è insostenibile e quasi grottesca, si vuole eliminare la filiera del gioco legale tramite una lenta eutanasia, fatta di divieti, proibizionismo e aumenti sconsiderati della tassazione, senza però effettivamente conoscere il settore e le aziende che lo compongono. Abbiamo chiesto più volte al ministro Tria un incontro interlocutorio per esporre le problematiche e le criticità che questi ulteriori inasprimenti della tassazione avrebbero comportato, ma invano. E puntualmente arriva durante l’intervista a Bruno Vespa la frase preferita dai nostri politici: si tassano i giochi per combattere la ludopatia. Se qualcuno si fosse degnato di ascoltare gli operatori della filiera, avrebbe potuto comprendere un’evidenza lapalissiana: eliminare il gioco legale non risolve le problematiche dei giocatori potenzialmente patologici, perché laddove si elimina il gioco legale subentra l’illecito, non controllabile e non gestibile”.

 

“Il governo con questo nuovo atto di forza si è messo al sicuro nei confronti della UE, ma a quale prezzo? – prosegue Distante – Le conseguenze saranno tutte a danno delle piccole, medie imprese e dei suoi occupati, perché oltre alle assurde normative nazionali, a livello regionale si stanno adottando disposizioni limitative della libertà d’impresa, assoggettata a distanziometri e limitazioni orarie assurde. Serve infine salvaguardare la figura del gestore, vincolato da contratti in essere con i concessionari che sono vessatori e limitanti: il governo deve intervenire su di essi perché non è concepibile che un concessionario possa avere la possibilità di rescindere un contratto senza motivazione, cancellando così all’improvviso attività che magari esistono da 40 anni. Servono idee chiare, concrete a tutela delle aziende, degli occupati e dei giocatori. Siamo ancora in tempo per un confronto costruttivo: facciamo appello al governo affinché possa eliminare l’emendamento che darà il colpo di grazia ad un settore già al limite del collasso e instaurare finalmente quel tavolo di confronto e dialogo permanente che ormai chiediamo, invano, da troppo tempo. Noi comunque faremo tutto il possibile, nel rispetto delle leggi, per tutelare le piccole  e medie imprese  e i loro occupati:  per questo chiamo a raccolta tutte le associazioni per fare fronte comune e unirci per la salvaguardia del gestore e dell’occupazione”.

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