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Eurispes: chi opera fuori dalle regole ha un vantaggio competitivo

23/03/2019

L’Istituto Eurispes in un articolo pubblicato il 22 marzo 2019 e firmato dai Direttori dell’Osservatorio permanente su Giochi, Chiara Sambaldi e Andrea Strata, fotografa il paradosso dell’operato “a senso unico” del governo sui giochi. Uno scenario nel quale chi opera al di fuori delle regole ha un vantaggio competitivo rispetto a chi, rientrando nel sistema legale e istituito dallo Stato, viene ostacolato e combattuto e iper tassato.

Ciò che è più grave è che “al progressivo ed incessante aumento della tassazione, non ha fatto seguito, fino ad oggi, un vero riordino finalizzato a dare certezza giuridica al settore”.

Secondo Eurispes, in questo compito “nessuna autorità può sostituirsi in ciò al legislatore nazionale” e questo significa che gli interventi di Regioni e Comuni che si sono susseguiti nel tempo non possono in alcun modo sopperire alla mancanza di una normativa nazionale.

Il Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio, Antonio De Donno, procuratore della Repubblica di Brindisi, già in precedenza si era chiaramente espresso sul proibizionismo come anticamera del gioco illegale, e ribadisce che “il sistema concessorio è un presidio di legalità sul territorio e rappresenta di per sé un ostacolo ai tentativi della criminalità organizzata e comune di espandersi  in un settore storicamente sensibile e allettante per le ingenti somme di denaro movimentate”.

Come si legge nelle conclusioni dell’analisi “il governo è partito dai divieti e dalle sanzioni, ma il mercato pubblico dei giochi e delle scommesse, voluto e costruito negli anni dallo Stato stesso, rivendica dignità giuridica ed ha urgente bisogno di una cornice di regole certe, anche ed in particolare per la tutela della salute, regole che garantiscano un’operatività piena e regolata e non a scartamento ridotto, per fronteggiare in “ottica concorrenziale” il mercato illegale, dinamico e sempre mutevole, e per garantire quel gettito erariale ritenuto, almeno ad oggi, irrinunciabile. Siamo di fronte ad un governo dei giochi a senso unico: mentre l’obiettivo nobile “da campagna elettorale” dell’attuale decisore è quello di contrastare il disturbo da gioco d’azzardo, il risultato concreto è quello di utilizzare il settore del gioco pubblico per esigenze di finanza, senza incidere realmente sulla lotta alla ludopatia.”

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