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Distante: “in puglia il M5S ha perso un’occasione, quella di tacere”

29/06/2019

“Non ci sembra che in Italia in materia di contrasto alle ludopatie ci siano delle regioni virtuose. Eppure ne sono convinti i consiglieri regionali pugliesi del Movimento 5 Stelle, Galante e Di Bari che tornano sull’argomento in una Regione che ha saputo mettere al centro la tutela dell’occupazione, gli interessi delle organizzazioni di categoria e i gestori del gioco pubblico. Radicalizzare una questione non ancora risolta da questo governo che ha solo fatto proclami sulla normativa quadro, dovrebbe imbarazzare i due consiglieri, più che ribadire cose inesatte. Direi che in questa circostanza hanno ancora una volta fallito bersaglio, soprattutto quando parlano di difesa degli interessi delle lobbies. Se le lobbies sono rappresentate da 20mila lavoratori allora c’è qualcosa che non funziona nella comunicazione distorta dei pentastellati considerando altre macroscopiche inesattezze quando in modo inappropriato citano i concessionari come beneficiari della legge regionale. Nulla di più falso di ciò che in maniera oscena viene rappresentato da Galante e Di Bari i quali avrebbero la necessità di tornare sui banchi di scuola per comprendere meglio la differenza tra concessionari e gestori. Del resto i consiglieri regionali ripetono ciò che gli dicono di mandare giù a memoria, passando per le piattaforme del sistema Rousseau. Non ci meraviglia che abbiano le idee confuse sull’argomento facendo finta di non sapere che gli aumenti imposti con le ultime leggi di bilancio pesano sulle tasche dei gestori e degli operatori e non di certo sui concessionari”. Vi è di più che mettere in discussione i rapporti di Eurispes (ma lo hanno fatto anche con l’Istituto Superiore della Sanità) millantando presunti conflitti di interesse a vari livelli diventa oltremodo lesivo nei confronti di autorevoli personalità che non hanno alcun precipuo interesse a sostenere tesi astratte sui benefici del “distanziometro”, uno stupido strumento di contenimento esistente solo in Italia del quale è stata più volte dimostrata la totale inutilità. L’astrattismo e’ piuttosto quello che i pentastellati vorrebbero utilizzare attraverso i dati suggestivi che la Fondazione antiusura sistematicamente diffonde nei suoi rapporti riportando dati non corretti, enfatizzando i parametri di spesa sul gioco di Stato ma ignorando al contempo il volume delle vincite. L’ultimo riferimento “astratto” di Galante e Di Bari è quello scimmiottescamente mutuato dalla questione Piemonte, dove la sindaca di Torino, Appendino è convinta della contrazione dei volumi di gioco grazie ad una legge regionale che ha bruciato migliaia di posti di lavoro. Purtroppo la differenza sta nel fatto che la massa di gioco si è trasferita nelle mani delle organizzazioni criminali con apparecchi illegali. Ma questo i pentastellati non lo diranno mai perdendo ancora una volta l’occasione di tacere”.

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