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Stop Pubblicità Gioco: molte sponsorizzazioni online anche dopo il blocco.

15/07/2019

“Con noi la pubblicità del gioco è morta”
Con questi toni trionfalistici il Ministro Di Maio annunciava l’entrata in vigore del Decreto Dignità che avrebbe, secondo i loro slogan, cancellato per sempre la promozione del gioco d’azzardo.


Oggi, lunedì 15 luglio 2019, è il giorno in cui queste misure acquisiscono piena e totale operatività. essendo scadute anche le proroghe che salvavano i contratti in essere fino alla data ultima del 14 luglio 2019.


Da oggi quindi, con ogni probabilità non vedremo più sponsorizzazioni di operatori del gioco in televisione e sui giornali.


Ma sono davvero questi gli unici canali dove il gioco viene sponsorizzato?


Ovviamente no. E non sono neanche i più importanti.
Perchè, come ripetiamo da tempo, chi ha progettato ed attuato questo provvedimento non ha fatto i conti con un piccolo particolare chiamato Internet.


Come era prevedibile, anche oggi facendo una semplice ricerca su google usando determinate parole chiave legate al gioco quali “casino” e “casino online” è subito possibile ottenere diversi risultati contrassegnati dal tag “annuncio” che indica senza possibilità di errore che quel risultato è oggetto di sponsorizzazione.


Per altro, a differenza di uno spot in Tv o di un annuncio su una pagina di giornale, queste sponsorizzazioni online rappresentano un veicolo molto più diretto al servizio dove trovare l’offerta di gioco. Basta infatti un click su questi link sponsorizzati e immediatamente ci si ritrova sul sito che ci invita ad effettuare il primo deposito per cominciare a giocare.


Oltre quindi alla presunta illegittimità di questo tipo di pubblicità, ci chiediamo quanto questi portali siano sicuri, controllati e offrano tutele al giocatore.


Inoltre, se oggi sono online annunci sponsorizzati che rimandano a portali di gioco di cui la legittimità andrebbe quanto meno verificata, chi impedirà il dilagare di nuovi portali e nuovi siti che non rispettano il divieto?


Ma il punto focale è alla base.


Finchè si preferiranno gli annunci propagandistici ad un approccio critico ed analitico di una realtà complessa non potremo aspettarci alcun risultato.


Come è possibile sottovalutare una realtà come quella di internet e degli smartphone che danno accesso a qualsiasi tipo di servizio in ogni momento ed in ogni luogo, e nel frattempo inibire la legittima sponsorizzazione di prodotti di gioco legali e tutelati sugli altri canali?


Ricordiamo che questo divieto costerà alle casse dello stato ben mezzo miliardo di euro nei prossimi 3 anni e che sta producendo una fuga delle aziende del gaming che a fronte di questo proibizionismo 2.0 tutto italiano preferiscono chiudere contratti in altri paesi concorrenti.


Ma a fronte di questo ostruzionismo ottuso, che affossa un intero comparto economico invece di sfruttarlo come volano per la crescita, cosa si otterrà? Che gli italiani smetteranno di giocare?


Verosimilmente non lo faranno.
Probabilmente saranno invece dirottati su piattaforme non controllate, perdendo qualsiasi forma di tutela che solo i grandi player internazionali potevano e dovevano offrire.

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