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Distante: “Aumenti Preu non più tollerabili, chiamate a raccolta le associazioni di categoria.”

17/10/2019
distante

Un altro durissimo colpo inferto a migliaia di imprese del settore. È l’ulteriore conferma che c’è un preciso disegno di questo governo il quale, alla stessa stregua di altri Esecutivi, attraverso sistematiche tassazioni, intende cancellare definitivamente il comparto del Gioco di Stato, in particolare quello degli apparecchi da intrattenimento. Le misure previste dalla manovra di bilancio appena varata tra cui l’ulteriore aumento del Preu (il prelievo unico erariale) a carico di gestori e operatori, pur di far cassa, rappresentano l’anticamera del fallimento per migliaia di piccole e medie aziende con pesantissime ricadute sul futuro di circa 150 mila lavoratori.

Domenico DistantePresidente Sapar

È il duro commento del presidente nazionale Sapar Domenico Distante il quale preannuncia una ferma opposizione ai previsti nuovi aumenti del Preu che dovrebbero portare nelle casse dello Stato circa 560 milioni di euro. Risorse che il governo Conte bis intende rastrellare nel settore del Gioco di Stato a copertura della manovra finanziaria e della legge di bilancio.

Distante ha preannunciato nelle prossime ore una conferenza stampa, invitando ad una massiccia partecipazione tutte le associazioni e le organizzazioni di categoria per una valutazione delle azioni da intraprendere e da mettere in campo a partire dalle prossime settimane. Si fa più aspro il confronto con le organizzazioni settoriali che respingono al mittente definendoli non più tollerabili gli ulteriori incrementi sui prelievi erariali, che si aggiungerebbero a quelli programmati dal precedente governo giallo-verde.

“Le prospettive future alla luce di questi provvedimenti – ha affermato Distante – gettano nel panico migliaia di piccole e medie imprese che vedono ridurre sempre più l’esiguo margine di guadagno, il vanificarsi di investimenti per il rinnovo del parco tecnologico in un quadro normativo estremamente disarticolato e per nulla omogeneo, composto da leggi regionali che tendono a espellere il sistema del gioco legale attraverso provvedimenti sempre più restrittivi in nome del contrasto alle ludopatie. Il difficile ma auspicabile dialogo con gli esponenti del Governo rende complesso il confronto nonostante in più circostanze sia stata sollecitata la necessità di giungere ad una regolamentazione nazionale di un settore che paga il prezzo più alto in termini di imposte e di tassazione”.

Il presidente Sapar ha quindi ribadito che “con questo sistema si gettano sul lastrico famiglie di lavoratori e imprenditori le cui aziende sono gravate da costi fiscali che superano il 70 per cento delle entrate, in un settore in cui vige la più totale deregulation, continuamente esposto a sistematici attacchi e il cui unico risultato va a vantaggio della diffusione del gioco illegale nelle mani della criminalità organizzata.

Non è più tollerabile accettare continue tassazioni nei confronti di chi ogni anno versa nelle casse statali oltre dieci miliardi di euro. In questo modo viene limitata la libertà d’impresa distruggendo il tessuto economico e commerciale costruito negli anni con duri sacrifici. Alla pressione fiscale esercitata in modo inaudito è necessario aggiungere anche la riduzione della percentuale di vincita passata dal 70 al 68 per cento, nonché i costi aggiuntivi a carico delle imprese di gestione per la sostituzione delle apparecchiature e l’adeguamento dei software. Stando alle notizie circolanti in queste ore dal prossimo 10 febbraio l’imposta sulle AWP passa al 23 per cento. Una pressione fiscale folle e intollerabile che impone interventi immediati”, ha concluso Distante.

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