News

Si continua a spremere il gioco legale, mentre quello illegale vale 20 miliardi.

09/01/2020
gioco legale o illegale

Corte dei Conti: “Un 2020 anno difficile per i conti pubblici. Vigileremo su entrate dai giochi”
In un quadro difficile per i conti pubblici italiani la magistratura contabile vigilerà con attenzione sulle reali entrate dal settore dei giochi pubblici, stimate dal Governo in almeno 1 miliardo di euro.
Secondo la Corte dei Conti “l’adozione di misure espansive in presenza di spazi finanziari sempre più limitati richiede che l’efficacia delle stesse assunte a copertura delle nuove esigenze sia attentamente valutata già in corso d’anno, per verificarne la realizzabilità e il progredire soprattutto considerando che esse derivano per circa il 20 per cento (3 miliardi) dal contrasto dell’evasione, per un miliardo da entrate da giochi e per poco più di 3 miliardi da tagli di spesa“ e annuncia che “sarà dedicata una grande attenzione all’implementazione dell’attività di monitoraggio, avente natura di reportistica sistematica e costante, su particolari attività e/o gestioni incidenti sul bilancio dello Stato, anche al fine di acquisire un flusso informativo sul processo di contenimento e riqualificazione della spesa pubblica e sui risultati di gettito prodotti dalle entrate.”


Si continua, insomma, a contare su entrate dai giochi e a spremere il settore ben oltre le sue capacità, in nome dei conti pubblici e delle esigenze “Di Stato”.
Ma mentre si demolisce il settore ( che porta ogni anno più di 10 miliardi nel casse dello Stato ) con infiniti aumenti di tassazione, leggi proibizioniste, espulsive, disuguaglianze territoriali, divieto di pubblicità e guerra mediatica, si continua ad ignorare il patrimonio che ogni anno va perso – o meglio finisce nelle tasche della criminalità – rappresentato dal giro d’affari del gioco illegale.


Il gioco illegale in Italia, secondo quanto riportato dal Sole 24Ore, potrebbe valere fino a 20 miliardi di euro pari a circa il 20% del gioco legale. A sostenerlo è il Procuratore Antimafia Federico Cafiero De Raho, che sulle priorità de paese e su quali siano le vere emergenze non ha dubbi: “Oltre alle infiltrazioni criminali – afferma – è certo che l’area del gioco presenti dei rischi per la salute dei cittadini, anche se i dati oggi in nostro possesso sono, forse, meno allarmanti di quelli che emergono dal consumo di tabacco, di droghe e di alcol. Una specifica dipendenza che però non va affrontata vietando di fatto di giocare legalmente: ‘non si garantisce una libertà che deve essere comunque rispettata, e si spalancano praterie per il gioco illegale”


“Una cosa è certa – afferma il Procuratore – il proibizionismo, in questo come in altri settori, ha sempre dimostrato di non essere una soluzione.”


Ne è la prova quello che è successo in Piemonte, caso emblematico di quanto le leggi espulsive del gioco legale abbiamo causato danni enormi alla legalità, alle entrate dello Stato e all’occupazione: secondo i dati forniti dalla Guardia di Finanza, dopo l’entrata in vigore della legge regionale sono aumentati i sequestri degli apparecchi illegali. Nel 2016 erano stati solo 51, con tributi evasi per euro 476.838,00, nel 2017 sono aumentati in modo esponenziale fino a 2.443, con una somma evasa pari a euro 952.708,00. Nel 2018 c’è stato un temporaneo ridimensionamento numerico, con 102 apparecchi sequestrati, ma i tributi evasi raggiungono la somma record di euro 4.596.919,00. ( fonte Sole 24Ore ).


Secondo Eurispes “il rischio è che per combattere la giusta battaglia contro il Disturbo da Gioco d’Azzardo, si finisca per ottenere l’effetto contrario, colpendo quella parte di gioco legale, ovvero le imprese che sono incaricate dallo Stato a gestire un’attività, appunto il gioco, secondo regole definite per salvaguardare interessi sanitari ed economici dello stesso Stato.”
Ma a farne le spese è lo stesso Stato che non si rende conto di aver sbagliato totalmente obiettivo. Quanto potrebbero recuperare le casse dello Stato se si impegnassero più risorse ed energie nel creare un sistema che dove il gioco illegale non esiste? La risposta è fino a 20 miliardi all’anno. E quanto gioverebbe alla salute pubblica poter contare su un sistema totalmente regolato e monitorato?


Ma per farlo bisogna fare delle scelte che guardino al medio-lungo termine, serve una strategia di ampio respiro, che punti sull’innovazione, la digitalizzazione e la legalità. Gli amministratori e i legislatori devono rendersi conto una volta per tutte che ogni decreto, ogni misura, ogni scelta che pesa sul sistema de gioco legale finisce per diventare una risorsa nelle mani del sistema illecito, sia fisico che online, e questo si traduce inevitabilmente in una perdita enorme sia in termini economici che sociali.

Condividi