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Claudio Cia, assessore del Trentino Alto Adige, apre al confronto con Sapar su possibilità di modifica della legge sul gioco.

13/01/2020
gioco legale trentino

“Non mi risulta che siano associazioni a delinquere, tanto più che rappresentano un settore regolato dallo Stato, che ne beneficia non poco, intascando miliardi di euro. Così come lo Stato è disposto ad accogliere il profitto non vedo perchè non debba mettersi in ascolto. Il dovere di un politico è, appunto, ascoltare; se rifiuta non rappresenta più nessuno, ma solo se stesso”.


Lo ha dichiarato a Gioconews.it Claudio Cia, assessore regionale del Trentino-Alto Adige agli Enti locali, nonché consigliere della Provincia di Trento e presidente della commissione Politiche sociali, nel rispondere agli appelli lanciati dal “collega” Alex Marini (M5S), di non concedere proroghe all’entrata in vigore della legge sul gioco e di non concedere incontri all’associazione Sapar.
“Sarà convocata una seduta di commissione – entro la fine di gennaio – che avrà modo di ascoltare quello che hanno da dire i rappresentanti di Sapar e fare le opportune valutazioni. Questo spetta fare ad un politico che rappresenta i propri cittadini, poi decidere. Quando un politico chiede a un altro di non ascoltare, trattandosi di soggetti legittimati, con un riconoscimento giuridico, non interpreta la democrazia, e non esercita la rappresentatività che dovrebbe avere”, rimarca Cia.


“Sono dell’idea – sostiene Cia – che il proibizionismo nella storia ha sempre ottenuto risultati opposti a quelli auspicati. Credo che si debba piuttosto regolamentare qualcosa che lo stato di diritto riconosce e che dobbiamo innanzitutto preoccuparci di fare in modo che un’attività non mini l’equilibrio della società e delle famiglie, attraverso regole chiare e con questa finalità.
Perchè poi, riducendo il gioco legale alla fine il rischio è che si alimenti quello nascosto, che è ancora peggio, e che non si raccolgano i segnali di disequilibrio che possono manifestare alcuni soggetti.
Quindi, è necessario che i gestori collaborino con le istituzioni per far sì che il gioco non diventi una patologia.
Credo di essere uno dei pochi in consiglio provinciale ad aver votato, nel 2018, contro l’emendamento all’assestamento di Bilancio a firma di Giacomo Bezzi (grazie al quale la legge provinciale sul gioco approvata nel 2015 per quanto riguarda le sale dedicate presenti sul territorio provinciale entrerà in vigore il 12 agosto 2022 invece che il 12 agosto 2020).
Sui termini di entrata in vigore dei limiti delle attività di gioco ci confronteremo in commissione, ed eventualmente in Aula, per capire se sono eccessivi o meno.
La politica deve essere consapevole, non può solo pretendere e incassare, deve scegliere: se vuole azzerare tutto sia disposta ad azzerarne anche i benefici per l’Erario, altrimenti se vuole continuare ad averli deve creare le condizioni perché si faccia bene e senza distruggere nessuno”.


Cia infine illustra gli interventi che la Provincia di Trento potrebbe mettere in atto nella lotta al gioco patologico. “La Provincia deve sicuramente fare attività di prevenzione, non tanto del gioco quanto delle modalità non equilibrate. Oggi ci preoccupiamo delle slot perché sono le più evidenti, ma il grosso del gioco avviene online, e quello non è controllato da nessuno. Perciò bisogna stare attenti: è preferibile avere sott’occhio chi gioca per coglierne gli eccessi. Credo che più che penalizzare le slot, che non serve, dobbiamo incentivare chi non le mette, i ‘premi’ portano più risultati, e poi fare un’opera di educazione e informazione che aiuti il cittadino a starne lontano ma se liberamente vi accede almeno che lo faccia con cognizione di causa e capacità di confronto”.

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