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Basilicata e Campania scelgono (finalmente) di tutelare salute e lavoro

12/02/2020

Due risultati, quelli arrivati ieri dai Consigli Regionali di Basilicata e Campania, che premiano un lungo lavoro di dialogo con le istituzioni, portato avanti difendendo i valori del lavoro e della legalità.
Troppo spesso il settore del Gioco Legale si è trovato negli anni a prestare il fianco ad una politica meschina, fatta di slogan e ricerca del consenso a tutti i costi, che si è permessa il lusso di ignorare la voce di migliaia di aziende e lavoratori, ritenendoli sacrificabili. Non è così.
Quello che è successo in Campania e Basilicata, come in precedenza era accaduto per la prima volta in Puglia e poi in altre regioni, è stato prendere una decisione di responsabilità e di equilibrio, imponendo regole più severe per le nuove aperture, ma senza distruggere l’intero sistema esistente e con esso aziende e famiglie.

Una responsabilità che invece manca laddove si vuole dare valore retroattivo alle norme, come in Piemonte, cancellando il lavoro e venendo meno a quel patto tra chi governa e chi investe in un territorio, in una comunità, cambiando le regole in corsa.
Queste scelte che non tutelano i lavoratori pesano, poi, ancora di più quando non producono i risultati sperati, come era facile prevedere. In Piemonte, a fronte di una riduzione drastica di offerta, si gioca più di prima, solo lo si fa su canali diversi e spesso meno controllati e tutelati. È li che il proibizionismo produce i danni più gravi: non porta benefici nel contenere il fenomeno del gioco patologico, ma al tempo stesso ha effetti devastanti su occupazione, sicurezza, legalità e anche raccolta. Perché se è vero, come è vero, che la lotta al gioco legale alimenta quello illegale, il danno è ingente anche per lo Stato, oltre che per le imprese.

Continuare a tenere aperto il canale diretto con le istituzioni è fondamentale per trasmettere questa realtà, trovando sempre più interlocutori che vogliano ascoltare le ragioni di 150mila lavoratori e che abbiano, come nel caso di Basilicata e Campania, il buon senso di scegliere un approccio costruttivo, volto al raggiungimento di quel punto di equilibrio fondamentale per la tutela dei diritti di tutti i cittadini.

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