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Lazio, Perrone (SAPAR) scrive al Consiglio Regionale: “Fermatevi. Norme retroattive azzerano settore”

13/02/2020

“Le sbandierate misure per il contenimento del gioco (di un solo gioco!) di cui si parla non solo non hanno alcuna efficacia, come ampiamente dimostrato in Piemonte, ma sono in netta controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del Paese dove gli enti locali iniziano a rendersi (parzialmente) conto di come stiano veramente le cose”.

Lo afferma Gabriele Perone, delegato Sapar Lazio, rivolgendosi al Consiglio regionale del Lazio che discuterà oggi la proposta di legge regionale n. 194 del 31 ottobre 2019, “Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione” all’interno del quale sono contenute nuove disposizioni in materia di giochi pubblici.

“La presente in virtù delle drammatiche implicazioni che scaturirebbero dalle disposizioni in oggetto – he detto Perrone -. Vi chiedo, Vi prego, di considerare le nostre istanze e, se possibile, di permetterci di esporle in un confronto costruttivo, basato su dati e fatti oggettivamente riscontrabili.

Non chiediamo favori, la dignità che ci contraddistingue non ce lo consentirebbe, chiediamo rispetto per il nostro lavoro.

Quel lavoro che, con mille difficoltà, ancora consente una minima dignità a migliaia di persone oneste e alle loro famiglie.

Eccellenze lavorative e contribuenti integerrimi non possono essere “spenti” per legge, non meritano una cattiveria gratuita di tal portata.

Si continua ad intervenire su una sola offerta, tra le varie, di gioco pubblico e, nonostante si tratti dell’unica con una filiera occupazionale enorme, si sta cercando con ogni mezzo di distruggerla.

Le sbandierate misure per il contenimento del gioco (di un solo gioco!) di cui si parla non solo non hanno alcuna efficacia, come ampiamente dimostrato in Piemonte, ma sono in netta controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del Paese dove gli enti locali iniziano a rendersi (parzialmente) conto di come stiano veramente le cose.

Qual è il vero intento nell’intervenire retroattivamente su un settore che opera con Concessioni in prossima scadenza e per le quali ancora non si conoscono i reali parametri di rinnovo?

Le aziende sono al collasso, altamente indebitate ed operano con una marginalità quasi azzerata a causa di un accanimento fiscale/normativo a dir poco persecutorio perpetrato ai loro danni e sulla loro pelle dai vari Governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Estendere le limitazioni in oggetto anche alle attività già esistenti vorrebbe dire azzerare da un giorno ad un altro il valore residuo di quest’ultime che, per paradosso, non potrebbero nemmeno ponderare una strategia di uscita dal settore a fine Concessione (chi acquisterebbe l’asset di una azienda in un territorio dove non può operare?).

Non sappiamo da dove partano davvero le “spinte” per ucciderci né chi dovrebbero realmente compiacere, quello che chiediamo a Voi tutti è di assolvere al ruolo di amministratore pubblico nel senso più ampio e profondo del termine, cercando di comprendere realmente gli effetti che possono generare norme scomposte e se ci sia davvero la necessità di emanarle, prescindendo dalle varie valutazioni di opportunità politica.

Fiducioso che valuterete con attenzione le problematiche esposte e nella possibilità di un prossimo confronto auguro una buona giornata”, conclude il delegato Sapar.

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