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Biella, ingiustificabili gli attacchi al Sindaco che applica le indicazioni del Ministero

By 27/02/2020No Comments
biella gioco legale

Biella. La modifica degli orari di spegnimento degli apparecchi da intrattenimento applicata dal Sindaco Claudio Corradino ha scatenato prevedibili polemiche da parte dell’opposizione, secondo la quale il Primo Cittadino non avrebbe dovuto applicare le indicazioni presenti nella Circolare emanata dal Ministero dell’Interno.

Non ci sorprende che il tema del Gioco venga ancora una volta strumentalizzato, da parte di alcune forze politiche, per sferrare attacchi personali al solo fine di acquisire consensi, guardandosi bene dal proporre soluzioni efficaci al problema delle patologie legate al gioco d’azzardo.
La Circolare Ministeriale in questione, al contrario di quanto sostenuto da chi ne critica l’applicazione, rappresenta la linea guida ufficiale in termini di limitazioni orarie che il Governo ha trasmesso ai singoli comuni, andando responsabilmente nella direzione di una maggiore omogeneità normativa sul territorio nazionale, secondo quanto stabilito in Conferenza Unificata Stato-Regioni, per ridurre le illegittime disuguaglianze territoriali nel garantire la libertà d’impresa e l’insostituibile funzione di raccolta che tali imprese svolgono per conto dello Stato.

Una polemica del tutto strumentale, se consideriamo la certificata inefficacia degli interventi di limitazione oraria nella tutela dei soggetti a rischio ludopatia, in un contesto nel quale grazie alle nuove tecnologie il giocatore può accedere al gioco senza limiti geografici e/o orari, utilizzando il proprio dispositivo. Le politiche proibizionistiche, oltre ad aver fallito nella storia, stanno dimostrando oggi tutta la loro inadeguatezza, la totale inefficacia nel perseguire gli obiettivi laddove sono state imposte. In attesa di una legge quadro nazionale che riordini definitivamente un settore vitale per l’economia italiana, è quindi doveroso da parte di tutte le amministrazioni locali adeguarsi alle linee guida fornite dal Ministero dell’Interno, per ridurre quella disomogeneità normativa che compromette la tenuta dell’intero sistema. Un comparto rappresentato da migliaia di piccole e medie imprese e più di 100mila lavoratori.

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