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Per il Ministero della Salute non ci sono dati che certifichino i benefici del distanziometro

By 05/03/2020No Comments
gioco legale ministero salute

L’Associazione Nazionale SAPAR, come organismo rappresentativo dei gestori di apparecchi di gioco legale, nel voler approfondire tramite canali ufficiali gli effetti delle disposizioni locali in materia di distanziometro e di misure restrittive dell’offerta di gioco lecito, ha inoltrato al Ministero della Salute una richiesta di incontro con il Direttore Generale della prevenzione sanitaria, Dott. Claudio D’Amario, il quale presiede l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Aprendo questo canale di comunicazione – QUI SCARICABILE IL DOCUMENTO INTEGRALE – l’Associazione Nazionale SAPAR ha inoltre fatto richiesta di dati e/o riscontri ufficiali che possano certificare eventuali risultati delle normative locali in materia di distanze minime dai luoghi sensibili nell’ottica della lotta al fenomeno della Dipendenza da Gioco d’Azzardo Patologico.

Il riscontro del Ministero è giunto a firma dello stesso Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria, Dott. D’Amario.

Nella comunicazione del Ministero in risposta alle richieste di SAPAR – QUI SCARICABILE INTEGRALMENTE – si rende noto che “Il Ministero non è in possesso di dati e/o rapporti che certifichino i benefici che il distanziometro ha apportato da quando è stato introdotto nelle varie regioni”.

Pertanto dopo le pubbliche dichiarazioni e gli autorevoli interventi in materia di inefficacia del distanziometro, arriva anche un’ulteriore conferma dal Ministero della Salute, il quale non è in possesso di riscontri che possano validare la bontà di queste misure.

Un riscontro importante, che arriva a seguito di quelli già espressi dalle numerose fonti autorevoli quali Procuratori Antimafia, Guardia di Finanza e istituti di ricerca tra cui Eurispes, pareri che vanno tutti nella medesima direzione, ovvero l’assenza di benefici concreti e verificabili di tali misure. Lo confermano infine anche gli ultimi dati emanati da ADM sui volumi di gioco del 2019, i quali sono cresciuti proprio nella regione Piemonte dove sono state adottate le maggiori restrizioni.

LEGGI QUI LA RICHIESTA DI SAPAR

LEGGI QUI LA RISPOSTA DEL MINISTERO

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