Distante si scusa con l’associazione NoSlot

L’associazione "Mettiamoci in gioco" ha ragione!
Chiediamo scusa.
Chiediamo scusa a tutti i cittadini sensibili a questo argomento se non siamo stati capaci negli anni di spiegare meglio le nostre ragioni, anche se un minimo di oggettiva obiettività nei confronti del nostro settore avrebbe giovato.
Chiediamo scusa ai cittadini se non riusciamo a spiegare meglio di così che quando ci accusano di arricchimento ai danni dei ludopatici, dicono il FALSO!

Domenico DistantePresidente Sapar

Dicono il falso perché mai come associazione abbiamo sottovalutato il problema della ludopatia, anzi siamo sempre stati promotori di iniziative a sostegno della lotta alla ludopatia (come ad esempio quella con il patrocinio dei Monopoli di Stato).

Inviterei quindi l’associazione in questione a indicare con precisione dove e quando abbiamo detto il contrario come sostenuto da loro.

E’ Sapar, non meno delle associazioni come “Mettiamoci in gioco”, a mettere un argine al fenomeno della ludopatia.
E non siamo noi a dirlo ma i Procuratori Antimafia e il Direttore Generale dell’Agenzia dei Monopoli che dichiara: “L’unico argine all’illegalità e alla Ludopatia è il gioco LEGALE”.
Cosa che noi Gestori ed Esercenti ogni giorno facciamo orgogliosamente “per conto dello Stato”.

Dicono il falso quando scrivono che le “Piccole e medie imprese si arricchiscono”.
Le Piccole e medie imprese Italiane del gioco sono le più tartassate al mondo! Il guadagno va allo stato non a noi.
Noi diamo lavoro a 150mila lavoratori e relative famiglie. 
Solo il 10% dell’introito complessivo va diviso tra Gestori, Esercenti di bar, tabacchi, sale dedicate, sale Bingo, sale Scommesse e con esse tutta la filiera produttiva come Architetti, Geometri, Elettricisti, Idraulici, Impiantisti ecc.. ecc…

Non conoscere questi numeri è nella migliore delle ipotesi sconcertante, indice di superficialità, ignoranza e malafede. 

A tal proposito facciamo un regalo all’associazione in questione, ll Report annuale sul gioco di stato  e il Libro Blu dei Monopoli di Stato dove le cifre da noi descritte vengono suffragate e dimostrate, restando a loro disposizione nell’eventualità non riuscissero a comprenderle.

L’associazione No Slot scrive:

Sono ormai ampiamente dimostrati gli effetti che il gioco d’azzardo ha sulla salute delle persone tant’è che, dal 2017, tale dipendenza è stata inserita nei Livelli Essenziali di assistenza. Gli introiti dello Stato sono superati dai costi sanitari e sociali.

Peccato che quando le associazioni No Slot parlano di Ludopatia i numeri scarseggino.
Per completezza i ludopatici in Italia sono 24.000 e i giocatori problematici “non malati e quindi perfettamente in grado di intendere e di volere sono 1.5milioni. Un decimo di tabagisti e alcolizzati cronici. 

E saremmo curiosi di sapere quale sia la fonte in cui si evince che i costi sanitari e sociali sono superiori agli introiti dello stato.
Come al solito i numeri scarseggiano dove la demagogia imperversa.

L’associazione No Slot scrive:

Quello di dare soldi ai comuni, anche molti sindaci hanno detto di no, è un boccone avvelenato, perché rappresenta un corto circuito.

Per amor di precisione andrebbe specificato: “i Sindaci che non hanno un’introito dal gioco” dicono di no. Perché come dimostrano i fatti, tutti i sindaci proprietari di casinò in Italia, non sono mai promotori di movimenti No Slot. Sarà un caso?

L’associazione No Slot scrive:

Non è mai stato fatto un computo di quanto costa l’azzardo alla fiscalità generale. Da quei 10 miliardi, di cui parla Distante, va sottratto, oltre ai soldi che abbiamo menzionato e che servono alla cura, il costo del contrasto alla criminalità che è palesemente presente anche attraverso il gioco d’azzardo lecito, non solo quello illecito.
Dal riciclaggio, all’usura, alle pratiche di Match Fixing. Quindi riteniamo che Distante non abbia ben chiaro di cosa stia parlando

Può essere che a me non sia chiaro, ma probabilmente, stando alle dichiarazioni dei Procuratori Antimafia e del Direttore Generale ADM qualche dubbio sulle vostre certezze dovrebbe venirvi. Quindi Vi inviterei  a leggere attentamente le loro dichiarazioni (che a quanto pare sono uguali alle mie e diverse dalle vostre) prima di ergervi a salvatori della patria.

L’associazione No Slot scrive:

Ci sono più slot che posti letto in ospedale. La Campagna “Mettiamoci in Gioco “ chiede da tempo una legge nazionale quadro che tuteli anche i lavoratori del settore. La nostra Costituzione garantisce, come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività (mentre non è un diritto né un interesse generale il profitto dei gestori) la coesione sociale. Cioè una società basata su valori che a Distante forse sfuggono. Valori quali la solidarietà, la coesione e la prossimità.

Mi sfugge il nesso tra comparare delle apparecchi da gioco ai posti letto in ospedale.
Ma in questo slancio di fantasia e di paragoni campati in aria posso dire che in Italia si gioca a VLT e SLOT esattamente come nel resto dell’Europa ovvero 204€ euro l’anno procapite. Molto meno di un caffè al giorno (Appendice Libro blu ADM pagina 61 e 62).

Per quanto riguarda i miei valori Vi prego di specificare dove e come si evince che i valori di Solidarietà, Coesione e Prossimità non sono anche i miei.

Se siete arrivati al punto di accusarmi abbiate almeno la decenza di argomentare quello che dite.

Per quanto concerne la Supercazzola della Costituzione sarebbe carino che indicaste dove esattamente è scritto che la libertà di esercitare la libera impresa non è valida per i Gestori del Gioco di Stato. I Gestori sono imprenditori esattamente come tutti gli altri, praticano in conformità delle norme dello stato e pagano tasse e contributi in misura enormemente maggiore rispetto ad altri.

L’associazione No Slot scrive:

Non è il denaro il motore del mondo: esistono valori che prescindono da questo.

Visto che siamo alla fiera delle ovvietà aggiungerei anche che il denaro non è tutto nella vita e che una mela al giorno toglie il medico di torno.
Ma nonostante le frasi di effetto privare del lavoro e della dignità 150mila persone sulla base del “nulla cosmico” come anche in questa occasione avete dimostrato è quantomeno inopportuno.

L’associazione No Slot scrive:

Se ne faccia una ragione e, se ne è capace, chieda scusa.

Come anticipato all’inizio di questo mio intervento, chiedo Scusa.

Chiedo scusa a tutti gli interlocutori a cui nonostante numeri, dati statistici e citazioni verificabili non sarò riuscito a fare breccia.
Chiedo scusa ai cittadini Italiani se non sarò riuscito a spiegare appieno che il problema non siamo noi.
Chiedo scusa ai lavoratori del gioco di stato se nonostante le dichiarazioni dei Procuratori e del Direttore Generale ADM dicano esattamente il contrario delle associazioni no slot, le avremo comunque contro. Nonostante l’evidenza dei fatti.

E infine chiedo scusa anche all’Associazione “Mettiamoci in gioco” se non basteranno (come sospetto) i numeri, i dati, le citazioni e le ricerche scientifiche che sono alla base delle miei dichiarazioni a convincerli che non siamo noi il nemico, ma parte della soluzione.

Domenico Distante

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