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Pandemia e Gioco di Stato. L’espertone risponde.

14/02/2021

In questa intervista il Senatore Endrizzi da sfoggio di tutto il peso di essere uno dei 49 membri della “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

Interessanti alcune risposte che il senatore da alle domande del Giornalista.

Se dovessero riaprire bar, ristoranti, cinema e teatri, non pensa possano riaprire anche le attività di gioco?

Chiariamo un punto: le chiusure sono legate alla pandemia, nessuno può pensare di usare la cosa per contrastare il settore in modo strumentale e surrettizio.  Adesso abbiamo un virus da sconfiggere, sono altri i contesti in cui discutere di una pianificazione a medio lungo termine.

Vorremmo precisare che quando afferma che: “nessuno può pensare di usare la cosa per contrastare il settore in modo strumentale e surrettizio…” dovrebbe farsi due chiacchiere con il Capo Politico dei 5 Stelle, tale “Crimi Vito”.

Visto che più volte si è espresso in merito e la sua ultima perla è la seguente: “Slot machines e gioco d’azzardo, se non riaprissero più sarebbe meglio”

“Slot machines e gioco d’azzardo devono essere gli ultimi a tornare in attivitа. La decisione di posticiparne la riapertura è positiva, accoglie le nostre richieste. Se non riaprissero più sarebbe meglio. Continua la nostra battaglia di civiltà in difesa della salute dei cittadini”.

Questa dichiarazione la dice lunga su quanto siano in malafede le dichiarazioni di Endrizzi e dei sui colleghi. In sprezzo anche al CTS che in più occasioni non si è mai espresso per chiudere i punti gioco, cosa che poi puntualmente è avvenuta.

 

Ma incontrerà anche le associazioni di gioco?

Ho in programma di sentire esponenti delle diverse categorie. È già accaduto in alcune occasioni. Alcuni colloqui sono stati “ustionanti”, altri invece sono corretti, nel rispetto dei ruoli e desiderio di capirsi.

Sono passati 3 anni da quando il senatore si occupa dell’argomento, ha avuto più volte la nostra richiesta di un incontro ufficiale. Cosa che non è mai accaduta. Siamo solo la più antica associazione italiana di Gestori e tra le più rappresentate a livello nazionale. Non vorremmo avesse relegato le nostre richieste allo Spam della sua posta elettronica. Cose che possono succedere.

I quasi 8 mesi di chiusura del settore del gioco pubblico hanno fatto tornare a galla quello illegale.

Per ora rimane una enunciazione astratta. Proprio ieri, in Antimafia abbiamo audito ACADI; ho chiesto se avessero dati sull’infiltrazione mafiosa,  usura o tentativi di acquisire le attività di offerta di azzardo da parte delle mafie, approfittando della fragilità dei gestori.

Vorremmo far notare al Senatore che non sono le Associazioni di settore a doversi informare sui numeri delle infiltrazioni mafiose, ma visto che il suo stipendio lo paghiamo noi Italiani sarebbe il caso che facesse una telefonata a Claudio Clemente, (Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Organo di Banca di Italia per le segnalazioni sospette concernenti operazioni a rischio di riciclaggio), oppure a Marcello Minenna (Direttore Agenzia dei Monopoli). che lo smentiscono su tutta la linea.

A questo link ci sono le loro dichiarazioni e quelle di tanti altri Magistrati antimafia che potrebbero illuminare la giornata del Senatore.

Siamo sicuro voglia guadagnarsi lo stipendio approfondendo l’argomento, dopo di che siamo noi associazioni che aspettiamo i numeri da lui. Non il Contrario.

Lei ha scritto che lo Stato deve imparare a vivere senza le entrate del gioco. Questa sua presa di posizione non va verso una smobilitazione del gioco pubblico?

…Negli ultimi venti anni l’offerta di gioco d’azzardo da parte dello Stato è servita a “fare cassa” (ma debiti sociali) e si è aggiunto un ulteriore errore, anche purtroppo dagli ultimi governi: anziché destinarlo alla fiscalità generale, il prelievo è stato direttamente indirizzato a finanziare specifiche attività virtuose.  È come finanziare i reparti oncologici chiedendo un contributo all’industria delle fonti inquinanti.

Prendiamo atto che al senatore non piaccia l’idea di destinare le nostre tasse verso reparti oncologici o “specifiche attività virtuose”.
Prendiamo atto altresì che la brillante soluzione del suo Partito sia stata di usare i miliardi del Gioco di Stato per finanziare il Reddito di Cittadinanza. Il cui successo (il 98% dei percettori non ha trovato alcun impiego) è sotto gli occhi di tutti. Senza contare le decine di migliaia di casi isolati di evasori fiscali che continuano a incassarlo.

La nostra Domanda è: arriverà prima o poi una classe politica meno demagogica che voglia basare le scelte (che ricadono su 150mila lavoratori) sui numeri, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e le dichiarazioni dei magistrati antimafia?

Di terrappiattisti, no Vax, complottisti e amanti delle scie chimiche al governo ne avremmo anche abbastanza.

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