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Milesi: apparecchi nei Bar, migliaia di piccoli imprenditori a rischio.

21/04/2021

Alessia Milesi

La discussione sulla revisione della legge 9/2016 sta assumendo connotazioni paradossali.

Non possiamo accettare una soluzione che non permetta ai gestori dei Bar di poter offrire alla clientela anche le AWP.

Come associazione di piccole e medie imprese riteniamo si tratti della cancellazione di fatto di buona parte delle aziende a noi associate, che senza la possibilità di installazione degli apparecchi nei bar non avrebbe altri luoghi di installazione poiché nelle sale dedicate e tabacchi è già importante la presenza grossi gruppi concessionari.

Stiamo attraversando la crisi economica più devastante degli ultimi 70 anni e pare non si voglia dare anche ai Bar gli strumenti garantiti anche per le tabaccherie di poter mantenere i propri dipendenti e le proprie famiglie.

Tutti i dati dal 2016 ad oggi hanno dimostrato inequivocabilmente che il gioco non è sparito ma semplicemente si è spostato. Togliere dai Bar gli apparecchi da intrattenimento significa solo creare file e assembramenti nelle tabaccherie che già offrono Lotterie, Superenalotto, gratta e vinci e tanto altro e che non si sono fermate un solo giorno in epoca di  Covid.

A qualche consigliere Regionale che con una perla di saggezza a detto che i Bar devono tornare a fare i Bar, rispondiamo che allora le Tabaccherie devono tornare a vendere solo francobolli, sigarette e sale. Ovviamente è un paradosso ma pare che i consiglieri Regionali non hanno ben chiaro quale sia la realtà e quale la fantasia.

La disponibilità dell’offerta di gioco non può essere discriminatoria, specialmente con degli apparecchi da gioco con puntata massima che non può superare un euro.

Dietro alla fornitura degli apparecchi da gioco per i bar ci sono sono piccoli imprenditori che noleggiano anche calcio Balilla e flipper, ma che senza le AWP non potranno più essere competitivi.

Questa legge è sbagliata per tanti motivi e purtroppo come Piemontesi da 5 anni ne stiamo pagando le conseguenze, come comparto economico, come presidio di legalità venuto a mancare a tutto vantaggio della malavita, come società civile che vede sparire dai radar i giocatori problematici.

La retroattività è soggetta a rilievi di incostituzionalità rilevanti, basta vedere la battaglia dei 5 stelle con i vitalizi come è finita in tribunale. Non si possono negare diritti acquisiti, non si può chiedere ad una azienda di spostarsi se poi di fatto non c’è alcun luogo dove poterlo fare se non tra i monti.

Oltre a queste evidenti storture ora vogliamo anche aggiungerci il divieto per i bar e consentirlo a tutti gli altri?

E solo in Piemonte mentre nel resto d’italia è possibile?

Come associazione abbiamo apportato alla discussione dati reali, fonti certe ed autorevoli, CGIA di Mestre, Istituto Superiore di Sanità, Report di Guardia di Finanza e ADM.

Dall’altra parte fino ad ora scie chimiche, terrapiattisti ed esperti laureati all’università di FB. In consiglio Regionale si è arrivato a contestare i dati della CGIA di Mestre, senza ovviamente contrapporre fonti certe ed altrettanto autorevoli.

Stiamo combattendo una guerra impari, dove da una parte c’è chi pone sul tavolo della discussione dati, ricerche scientifiche e la volontà di salvaguardare i piccoli imprenditori piemontesi, dall’altra i paladini della demagogia e dell’ipocrisia interessati solo a raccattare voti facili.

In mezzo ci sono 5200 lavoratori disperati.

Farte voi.

 

Alessia Milesi
Presidente delegazione Piemonte Sapar

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