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Per l’avvenire Noi Gestori siamo degli utili Idioti.

07/06/2021

E ci risiamo, l’organo ufficiale dei vescovi, la testata giornalistica di Dio si è pronunciata.

Ovviamente l’argomento preferito è Il gioco degli italiani, evidentemente ai vescovi (e di conseguenza ai giornalisti che stipendiano) non va giù che si scommetta sulla fortuna e non sulla vita eterna previa donazione in contanti senza ricevuta.

In particolare questa volta nel mirino del braccio armato di Dio vi sono i Monopoli di Stato rei di voler coinvolgere la società civile promuovendo con varie iniziative la solidarietà sociale.

In pratica quello che dovrebbe fare la chiesa cattolica, ma evidentemente ritengono che lo Stato Italiano e i suoi organi non siano in grado di farlo bene come quelli indicati da loro.

L’articolo da per certo un aumento di punti gioco e di apparecchi sul territorio nazionale. Ovviamente non è previsto alcun aumento della base installata di apparecchi, ma questo l’autore dell’articolo non lo dice. Malafede o semplice incompetenza?.

In realtà il cuore dell’articolo gira intorno ad un punto cruciale.
Ovvero una eventuale quota delle entrate statali da girare a Regioni e Comuni.

Ad oggi lo ricordiamo l’introito del gioco va allo stato e ai comuni e regioni resta la spesa sanitaria per assistere i giocatori problematici (come per Alcolisti, Drogati, ecc.)
Quindi la paura vera dell’Avvenire è vedere ridimensionate le associazioni NoSlot finanziate dai comuni, i quali potrebbero accorgersi (con le casse comunali meno vuote) che l’emergenza ludopatia in Italia è pura fantasia.
Visto che in Italia ad oggi i Ludopatici non sono più di 30mila, la spesa procapite è esattamente in linea con gli altri paesi Europei e che prima del gioco ci sono dipendenze di cui preoccuparsi con numeri dieci volte più grandi.

L’articolo si conclude con una perla giornalistica, l’Avvenire ha dato dei “utili idioti” ai Gestori degli apparecchi da intrattenimento. Oltre 5000 piccole e medie imprese che da 60 anni fanno la storia dell’intrattenimento in Italia dando lavoro a diverse migliaia di famiglie.

Ma a voler vedere del buono in questo articolo c’è da dire che anche l’Avvenire si è accorto che la “lobby dell’azzardo” non è quella dei gestori e delle piccole e medie imprese ma le grosse multinazionali dei gratta e vinci che fagocitano gran parte dell’offerta del gioco.

Che dire, l’ennesima caduta di stile della testata giornalistica che non ha ancora capito che il nemico non sono i gestori ma la malavita che approfitta della guerra (come questo articolo) al gioco legale.

Fonte Avvenire
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