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Il gioco legale è l’argine alla criminalità

09/01/2022

E’ apparso sul giornale “L’Essenziale” un articolo a firma di Vittorio Mete, professore associato di sociologia politica presso il dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Firenze che definire alquanto discutibile sarebbe un eufemismo.

Già il titolo che questa testata utilizza “I profitti delle mafie nel gioco d’azzardo” la dice lunga sull’entità del contenuto.

Secondo Mete la mafia si insinua nel gioco legale e guadagna dalle slot machine.  Falso. A dirlo non siamo solo noi di Sapar, ma più di una volta è stato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, ma anche tutti procuratori della Repubblica, ad accendere i riflettori sulla criminalità che non si insinua nel gioco legale, ma nel gioco online e nelle bische clandestine. Se il professore non ricorda i vari interventi dei magistrati italiani, non abbiamo problemi a rinfrescargli la memoria.

Sembra, infatti, che il professore Mete abbia scritto questo articolo prima del 2004, quando cioè non c’era nessuna regolamentazione del gioco e quando la criminalità faceva affari. Da quando c’è stata la regolamentazione, invece, c’è stato un evidente argine a questo fenomeno.

Ad oggi, quindi, il problema, non sono le sale slot, ma tutto in mondo del gioco illegale che avanza in maniera preoccupante e che apre sempre più spazi alle frange criminali.

Anche i numeri a cui Mete fa riferimento non sono completamente corretti. Ma noi siamo qui anche per fugare dubbi e arginare le fake news. I dati riportati da Mete nell’articolo per l’anno 2019 si riferiscono alla raccolta e non alla spesa effettiva al gioco online: la spesa è passata da 1,8 milioni a 2,6 milioni nel 2020 rispetto al 2019. Ovviamente, speriamo che chi ha scritto l’articolo sappia la differenza tra spesa e raccolta.

Inoltre, perché denigrare le slot machine definendole testualmente “macchinette mangiasoldi”? E soprattutto perché il sociologo non parla anche delle scommesse, dei Gratta e Vinci, del Lotto ecc. ma si accanisce senza motivo contro le slot machine?

Non capiamo perché il professore parli per 2/3 dell’articolo delle mafie che imperano nel gioco legale, mentre solo alla fine afferma che la situazione è cambiata e che il problema è il gioco illegale.

Vogliamo, infine, ricordare al professore e a tutti coloro che prima di scrivere non riflettono e ignorano la materia un concetto fondamentale esposto da chi conosce bene questo settore: il gioco legale è l’argine più importante alla lotta contro la mafia. Non ci stancheremo mai di dirlo.

 

 

 

 

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