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Pressappochismo parlamentare, Endrizzi (M5S) smentito dal viceministro del MISE

12/02/2022

Endrizzi: “Gioco illegale già aumentato prima della pandemia”

Non è vero come dimostrano le dichiarazioni del Procuratore Nazionale Antimafia De Raho e i rapporti Censis-Lottomatica e Ipsos-Luiss

Gilberto Pichetto Fratinviceministro per il ministero dello sviluppo economico.

Il senatore del movimento 5 stelle, Giovanni Endrizzi, avrebbe dovuto fare suo il paradosso socratico “So di non sapere” e quindi restare in silenzio, leggere i dati con attenzione e soltanto dopo fare le sue considerazioni. Invece, le sue affermazioni ammettono un’ignoranza di fondo sui temi del gioco.
Questa volta a illuminare il senatore e tutti coloro che negano l’evidenza è stato Gilberto Pichetto Fratin, viceministro per il ministero dello sviluppo economico, durante l’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico al Senato.
Il senatore Endrizzi, nella premessa del suo intervento, ha detto che “il trend di crescita dell’illegale era già in atto prima della pandemia”.
A questo punto ci chiediamo: da dove emerge questa considerazione? Quali sono i numeri, i dati e i report da cui il senatore della Repubblica Italiana parla di illegalità in crescita prima del Covid?
A sbugiardare Endrizzi ci ha pensato il vice ministro del Mise: “La fonte dei nostri dati, da cui emerge l’aumento dell’illegalità durante il lockdown, è il Rapporto Censis-Lottomatica, presentato presso la Sala Capitolare del Senato il 16 novembre 2021. In tale occasione il Procuratore Nazionale Antimafia De Raho ha dichiarato che nel periodo di chiusura del gioco legale si è registrato un aumento del gioco illegale. La fonte in questione è inoltre suffragata dal Rapporto Ipsos Luiss Business School da cui emerge come in seguito alla chiusura dei punti fisici si sia registrato un significativo crollo del gioco in presenza e un parallelo incremento delle fruizioni online e dei canali illegali”.
La nostra, oltre a essere una battaglia per difendere i diritti delle piccole e medie imprese del settore del gioco di Stato, è diventata anche una lotta alla fake news. È inconcepibile, però, che queste derivano ancora una volta dalla bocca e dalla penna di un rappresentante dello Stato Italiano.
Ancora una volta il nostro invito è quello di accettare di “non sapere” e di informarsi tramite i report ufficiali. Altrimenti il silenzio è la migliore soluzione.

FONTE, Agimeg
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