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Il gioco online, boom dopo la pandemia

19/05/2022

Come spesso abbiamo avuto modo di dire, la chiusura delle sale di gioco di Stato durante il periodo Covid è stata una forte mannaia sulle piccole e medie imprese e sugli stessi giocatori.

Questa volta ad intervenire sulla questione è la dottoressa Elisa Zamagni, dirigente psicologo e psicoterapeuta dell’unità operativa dipendenze patologiche dell’Ausl Romagna.

Il gioco online è stato paragonato a una “Las Vegas h24 sul cellulare”: le ricadute sono innanzitutto sociali e psicologiche perché gli utenti giocano senza freni e senza controllo, isolandosi spesso dal mondo circostante.

Ma dall’analisi della dottoressa Zamagni, emerge un altro dato molto preoccupante: a cadere nella rete del gioco online sono i disabili e chi soffre di Parkinson, soggetti che vengono così esposti al grave problema della ludopatia. Anche per i più piccoli la situazione non è da sottovalutare perché in molti giochi online i minori hanno la possibilità di acquistare anche armi digitali, con tutte le conseguenze psicologiche e comportamentali che questo potrebbe causare.

Se a questi dati aggiungiamo poi quelli relativi al rapporto dell’Asian Racing Federation Council su Anti-illegal Betting and Related Financial Crime, la situazione appare fuori controllo. Il 40% dei 262 siti di scommesse più popolari a livello globale sono stati ritenuti non regolamentati o “sottoregolati”.

Come associazione di categoria, non ci stancheremo mai di dire che è stata una scelta scriteriata mantenere chiuse le sale, nonostante non ci fossero evidenze scientifiche di contagi, mentre tante altre attività sono state riaperte.

E ancora oggi stiamo vivendo le conseguenze di quella scelta, come l’aumento incontrollato del gioco online. 

Prima di condannare un settore, come quello del gioco fisico, preso come capro espiatorio, bisognerebbe assicurarsi di fare riferimento a dati certi. E se qualche nostro politico non riesce a trovarli o non sa dove cercarli, restiamo sempre a disposizione.

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