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Relazione della Dia, le mani della criminalità sul gioco

04/10/2022

“L’analisi sui fenomeni delittuosi condotta dalla DIA nel secondo semestre 2021 sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione conferma ancora una volta che il modello ispiratore delle diverse organizzazioni criminali di tipo mafioso appare sempre meno legato a eclatanti manifestazioni di violenza ed è, invece, rivolto verso l’infiltrazione economico-finanziaria”. Questo è quanto emerge dalla relazione Dia (Direzione Investigativa Antimafia) nel secondo semestre 2021, relativa all’analisi della criminalità organizzata di stampo mafioso.

Tra gli interessi maggiori della criminalità organizzata spiccano quelli legali al settore del gioco. Infatti, da Nord al Centro fino al Sud Italia sono diversi i fenomeni che si sono verificati e che riguardano anche il gioco d’azzardo clandestino, vera e propria piaga per il nostro Paese.

Dalla Toscana dove emergono casi di bische clandestine si passa all’Abruzzo regione in cui si evidenzia la presenza di gruppi di etnia Rom che contribuiscono a fattispecie tra cui il gioco d’azzardo. Fino ad arrivare a Reggio Calabria dove le cosche sono impegnate in diversi traffici illeciti come la gestione dei giochi. Ma anche il Molise, il Lazio, la Puglia, la Sicilia sono regioni interessate dal business del gioco illegale.

In questo quadro di criminalità diffusa nel settore dei giochi ci sono anche consorterie straniere che si insinuano nel tessuto socio-economico italiano. Tra i fenomeni di illegalità la relazione della Dia cita, tra gli altri, la criminalità organizzata cinese che in Italia si esprime anche nella gestione di giochi e l’operazione “Ludos” che aveva individuato un’associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse on-line attraverso siti illegali che aveva propaggini a Malta.

L’illegalità, che il sottosegretario Federico Freni ha definito “un cancro che sta corrompendo il mondo del gioco”, può essere contrastata attraverso la tutela del settore del gioco pubblico. Infatti, si continueranno a dare ampi spazi alla criminalità se continuerà a mancare una regolamentazione univoca per l’intero settore del gioco e se continueranno a chiudere i punti di gioco legali. Per questo motivo servono garanzie e tutele per le piccole e medie imprese del nostro settore, baluardi della legalità nei territori.

Qui il link per scaricare e leggere la relazione integrale

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