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Audizioni riordino giochi, Distante (pres. Sapar): “Necessaria riforma anche del gioco fisico. Chiediamo di tutelare le piccole-medie imprese ed i loro dipendenti e di poter lavorare con regole uguali e durature”

By 13/02/2024No Comments

416155245 931502874994748 4440713406016516377 NPresso la Commissione Finanze della Camera si è tenuta oggi l’audizione dei rappresentati del gioco pubblico. Argomento è stato il decreto sul riordino del gioco online, sul quale si sono espresse le associazioni e gli operatori del settore in Italia. E’ intervenuto anche Domenico Distante, presidente della Sapar.

“Noi siamo Sapar, un’associazione nata nel lontano 1962. Rappresentiamo tutti gli operatori che stanno sul territorio nazionale per quanto riguarda l’installazione delle awp e vlt presso tutti gli esercizi pubblici, sale giochi, sale bingo e sale scommesse. Siamo quelli che effettivamente da 20 anni a questa parte, dalla famosa legge di bilancio del 2003 andata in vigore nel 2004, ogni giorno tramite le nostre piccole e medie imprese ed i nostri dipendenti, garantiamo la raccolta del denaro da versare allo Stato.
Questo è quello che noi facciamo tutti i giorni, questo è quello che facciamo da 20 anni a questa parte. Questo è quello che noi ancora vorremmo continuare a fare, ma forse qualcuno non vuole. Mi chiedo perché. Oggi noi stiamo parlando del riordino solo per una categoria di gioco, vale a dire l’online. Abbiamo chiesto più volte, a più esponenti e vari rappresentanti di governo, nelle varie riunioni che abbiamo fatto, che sarebbe stato meglio fare contemporaneamente il riordino, sia del gioco fisico sia del gioco online.

Da parte mia e di tutti gli associati che rappresento, il fatto di non averci ascoltato per nulla ci dispiace e ci amareggia, perché noi abbiamo sempre rispettato le istituzioni, abbiamo sempre imposto alle nostre piccole e medie imprese di rispettare la legalità. Noi ci teniamo ai nostri dipendenti e non vogliamo, come già successo in questi ultimi anni, che ogni giorno piccole e medie imprese debbano chiudere.
C’è chi propone le leggi, c’è chi le deve emanare e poi c’è chi come noi è sempre stato a disposizione e al servizio dello Stato. Noi siamo dalla parte dello Stato, non siamo contro, siamo partner. In questi 60 anni abbiamo messo la nostra esperienza a disposizione di tutti, chiedendo di essere ascoltati, ma le nostre osservazioni non sono state prese in considerazione. Non c’è un momento di incontro in cui ci si può dire cosa funziona e cosa no, se si sta sbagliando qualcosa anche da parte nostra. Ringrazio lo Stato, ringrazio le istituzioni, ringrazio anche ADM che da 20 anni ci segue, nonché tutti i direttori dei Monopoli che in questi anni si sono susseguiti con i loro dirigenti, per il loro supporto.

“Non dimentichiamoci che nel rapporto della Guardia di Finanza del 2003 si parlava di 800.000 apparecchi irregolari sul territorio italiano e noi siamo stati lì a denunciare questi apparecchi illegali, come associazione. Ci abbiamo messo la faccia pur di far rispettare ciò che andava fatto. Eppure oggi ci troviamo di fronte al fatto che si fa un riordino solo per una parte del gioco e non va bene, perché ogni giorno ci troviamo ancora sindaci che ancora continuano a legiferare con distanze e con orari. Questo significa che non c’è certezza per chi ha investito con la propria azienda seguendo le indicazioni della normativa. Dal 2004 ci è stata data l’opportunità di fare questo lavoro e lo abbiamo sempre fatto nel rispetto delle leggi”.

“Abbiamo tanti problemi. E’ stato detto più volte del problema delle banche. Oggi parliamo di 7 milioni di euro per il gioco online, ma se le banche ci negano l’accesso al credito e ci chiudono i conti correnti, e noi per legge dobbiamo tracciare tutto, anche l’aggio che diamo all’esercente, come possiamo fare? Ancora non si è riusciti a sistemare questo discorso delle banche, oltre a quello della conferenza Stato-Regioni. Quando invece col telefonino gioco 24 ore su 24 in qualunque parte del mondo”.
“Qualcuno si è messo in testa che questo settore va fatto chiudere, ma non perché non c’è competitività, correttezza, disponibilità. Anzi, noi siamo sempre stati disponibili, abbiamo fatto tanto e faremo sempre tanto per lo Stato. Però qualcuno crede o pensa che noi dovremmo chiudere aziende nate 30, 40 o 50 anni fa, andate avanti seguendo le leggi dello Stato e con tanti sacrifici. Ringrazio anche tutti i dipendenti per quello che stanno facendo sul territorio, perché noi preleviamo i contanti da tutti gli esercizi pubblici e li andiamo a versare, rischiando sempre di subire una rapina”.
“Quello delle awp e delle vlt è un settore che vale il 54% del mercato. E’ un settore importante e per questo motivo chiedo al governo di tutelare le piccole e medie imprese e tutti i lavoratori e le loro famiglie. Già dopo il lockdown il gettito erariale delle awp era calato, passando da 6,7 a 5,6 miliardi. Durante la pandemia il settore delle awp e delle vlt è rimasto chiuso per 11 mesi ed i giocatori si sono ovviamente spostati sull’online. Con la riapertura però l’online ha continuato a crescere e per questo ancora oggi il nostro settore non è ritornato ai livelli prepandemici”.

“Siamo anche contrari al costo delle concessioni di 7 milioni di euro ed alla ricarica massima settimanale per i PVR di 100 euro. Il costo così elevato e queste nuove regole sui PVR mettono a rischio tante aziende che potrebbero non riuscire a comprare una nuova concessione”.
“Siamo partner dello Stato e delle istituzioni. Ascoltate questo appello da parte di tutte queste piccole e medie imprese che ancora una volta vi stanno chiedendo di poter lavorare tranquillamente, con la garanzia di regole uguali e durature”.

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